Tipologia Prestazioni

Le nostre prestazioni

L’Istituto Beato Gregorio X è un centro polispecialistico che ha come obiettivo la salute e la risoluzione dei problemi dei pazienti che si rivolgono al nostro gruppo medico.
L’obiettivo del medico è quello di “accompagnare il paziente” sino al raggiungimento del massimo recupero funzionale possibile.
Strutturato in ampie ed ospitali aree, dedicate ai diversi generi di terapie mediche e rieducative, dispone delle più sofisticate tecnologie per la riabilitazione . ll personale altamente specializzato contribuisce a creare il clima ideale nel quale il paziente si sente a proprio agio per recuperare al meglio le capacità motorie: per ritornare alla propria attività o a praticare lo sport preferito.
I pazienti vengono sottoposti ad una visita iniziale da parte del fisiatra, presente sempre in Istituto, per mettere a punto il programma di trattamenti più adeguato e controllarne costantemente il risultato.
Il programma di riabilitazione personalizzato, messo a punto dal medico fisiatra, viene gestito in ambienti diversi per rendere la cura non solo efficace ma anche piacevole e confortevole.

FILOSOFIA DI CURA

Fase 1 – Il controllo del dolore e dell’infiammazione

Nell’ambito delle cinque fasi, questa è la fase dedicata al collaudo del programma di riabilitazione: gli obiettivi di questa fase sono la risoluzione della sintomatologia dolorosa e del quadro infiammatorio instauratosi, nonché la riduzione del gonfiore.
Il rieducatore potrà avvalersi alternativamente di terapie fisiche, basate su principi fisici e meccanismi biologici certi, e di terapie manuali. In questa fase sono poi fondamentali l’utilizzo di ghiaccio e la prescrizione di riposo. Le diverse tecniche terapeutiche adottate rappresentano un valido aiuto ai farmaci e rivestono un ruolo fondamentale nel coadiuvare il lavoro del team riabilitativo.

Fase 2 – Recupero dell’articolarità e della flessibilità

L’obiettivo di questa seconda fase è il raggiungimento del completo range di movimento di un’articolazione o il ripristino di un movimento specifico in assenza di dolore.
Il rieducatore potrà avvalersi di varie tecniche dalla mobilizzazione articolare all’allungamento muscolare o stretching. Il lavoro di articolarità deve essere iniziato il più precocemente possibile al fine di ottenere un completo recupero. Fondamentali sono l’esperienza e l’abilità del rieducatore: infatti, un approccio troppo aggressivo potrebbe determinare un aumento del quadro infiammatorio, uno troppo prudente potrebbe causare rigidità a carico dell’articolazione.

Fase 3 – Recupero della forza e della resistenza muscolare

L’obiettivo della terza fase è il ripristino della forza muscolare e il recupero della resistenza. Il rieducatore lavorerà sul potenziamento muscolare secondo la regola della progressione dei carichi per evitare il sovraccarico. Si lavorerà molto anche sulla vostra resistenza alla fatica (capacità aerobiche), lavoro avviato fin dalle prime fasi.
Fondamentale risulta la capacità di misurare quantitativamente il lavoro prodotto attraverso dei test: il test isocinetico e il test di valutazione funzionale.

Fase 4 – Recupero della coordinazione

L’obiettivo di questa fase è il recupero della coordinazione.
Ogni lesione a livello dell’apparato muscolo-scheletrico determina alterazioni dei meccanismi propriocettivi, meccanismi che ci consentono di percepire la posizione dei nostri arti nello spazio. La propriocettività deve essere ripristinata quanto prima per ottenere un recupero completo e prevenire le recidive.
La rieducazione propriocettiva non deve avere degli schemi qualitativi, quantitativi e temporali predefiniti ma viene affidata alla capacità e all’esperienza del rieducatore che si adatterà ad ognuno di voi e al vostro tipo di patologia.

Fase 5 – Recupero delle gestualità

L’obiettivo della quinta fase è, per la persona comune, il recupero delle normali gestualità della vita attiva e per l’atleta, il recupero del gesto tecnico sport specifico che dovrà essere eseguito con precisione.
Questa fase si svolge sul campo ed è rivolta a tutte le tipologie di paziente: il calciatore che vuole tornare a giocare e la persona comune che vuole tornare a svolgere le attività di vita quotidiana come fare una passeggiata senza avvertire dolore.
Il programma di rieducazione sul campo non è predefinito ma modificabile di giorno in giorno dal rieducatore in rapporto alle risposte del singolo paziente.
Come si passa da una fase all’altra?
La suddivisione del trattamento in 5 fasi è un fatto puramente didattico perché ogni fase è in realtà legata, e in alcuni casi sovrapposta, all’altra. Il trucco per avere un recupero senza sovraccarichi è nella cauta progressione dei carichi. E così abbiamo individuato una serie di semafori rossi da rispettare per poter procedere da una fase all’altra. Il dolore e il gonfiore sono i primi semafori rossi da affrontare. Una volta superati si deve recuperare il completo arco di movimento: ad esempio, con un ginocchio senza l’estensione completa non si può camminare bene e senza la flessione non si può correre in modo corretto.
La forza è necessaria per poter effettuare esercizi complessi perché i muscoli agiscono da ammortizzatori e da stabilizzatori dinamici dell’articolazione. Ad esempio, senza forza non si può fare un salto ed atterrare con sicurezza. Il recupero della forza deve essere comunque sempre integrato dal lavoro propriocettivo e di coordinazione. Trasformare poi tutto questo in gesti complessi durante una situazione di attività sportiva o di vita quotidiana è la fase successiva.

"LA SALUTE E' IL PRIMO DOVERE DELLA VITA"

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